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  • Immagine del redattoreUna Citazione Al Giorno

Le frasi più belle di George Best

Raccolta delle frasi più belle del Pallone d'Oro 1968 George Best sul calcio, le donne, l'alcol, i soldi e la battaglia contro la morte.


Ho speso molti soldi per alcool, ragazze e macchine veloci. Il resto l'ho sperperato.


Se io fossi nato brutto, non avreste mai sentito parlare di Pelé.


Era il 1976, si giocava Irlanda del Nord – Olanda. Giocavo contro Johan Cruyff, uno dei più forti di tutti i tempi. Al 5° minuto prendo la palla, salto un uomo, ne salto un altro, ma non punto la porta, punto il centro del campo: punto Cruyff. Gli arrivo davanti gli faccio una finta di corpo e poi un tunnel, poi calcio via il pallone, lui si gira e io gli dico: 'Tu sei il più forte di tutti, ma solo perché io non ho tempo.'


Ho smesso di bere, ma solo quando dormo.


Tutti dicono che sono andato a letto con sette Miss Mondo. Peccato deluderli: sono state solo tre.


Non puoi solo andare là fuori e battere l'avversario. Devi impressionarlo al punto che non vorrà mai più vederti.


Nel 1969 ho dato un taglio a donne e alcool. Sono stati i 20 minuti peggiori della mia vita.


Se mi avessero dato la possibilità di scegliere tra segnare un gol al Liverpool da ventisette metri, dopo aver saltato quattro uomini, e andare a letto con Miss Mondo, sarebbe stata una scelta difficile. Per fortuna, ho avuto entrambe le cose .


Quando andai a giocare negli Stati Uniti comprai una casa vicino al mare. Per andare in spiaggia dovevo passare davanti ad un bar. Non ho mai visto il mare.


Non pagherei per andare a vedere nemmeno un calciatore allo stadio. Ad esempio, prendete Thierry Henry: È un ottimo attaccante, è forte, è veloce, ma un grande intrattenitore deve avere carisma. Lui ce l'ha? Assolutamente no.


Ho solo un grande rimpianto: Non aver giocato a calcio per altri dieci anni.


Se Matt Busby fosse stato più duro con me forse le cose sarebbero andate meglio. L’avevo sempre fatta franca, pensavo di poter fare tutto ciò che volevo. Le regole della squadra non valevano per me. Loro non dovevano convivere con il fatto di essere George Best.


Una volta dissi a Gascoigne che il suo Q.I. era inferiore al suo numero di maglia e lui mi chiese: "Che cos'è un Q.I.?"


Sono nato con un grade dono, e con esso è arrivata anche una vena distruttiva.


Quando sei un ragazzino e usi la tua immaginazione, ti vedi fare goal a Wembley con 100.000 tifosi che urlano il tuo nome. Non pensi a tutto ciò che ti toccherà prima di quel momento, tipo startene in un campo d'allenamento gelato con le ginocchia che tremano con davanti questi giganti che fino a poco prima conoscevi solo per nome.


Io avrei giocato sette giorni su sette, se me l'avessero concesso. Quando scendevo in campo non avrei mai voluto sentire il fischio finale.


Negli anni sessanta succedeva di tutto. E tutto sembrava possibile. Se amavi il calcio ed eri tanto fortunato da arrivare nei professionisti, non avresti potuto scegliere decennio migliore in cui vivere. Se invece eri un potenziale alcolista, non avresti potuto sceglierne uno peggiore.


I bravi giocatori diventano grandi giocatori e i grandi giocatori diventano Dei.


Quando riguardo le mie partite in TV non mi riconosco. È come se fosse accaduto ad un'altra persona, non mi identifico.


L'alcol è l'unico avversario che non sono riuscito a battere. Non morite come me.


Vivo la mia vita un drink alla volta.


Le regole sono fatte per essere infrante e io le infrangevo tutte, non perché fossi un ribelle o perché stessi cercando di dimostrare qualcosa. Ero semplicemente fatto così. Niente di più.


Quando il calcio era importante e io giocavo bene, non vedevo l'ora di alzarmi la mattina: era la mia unica ragione di vita. Quando il gioco non è bastato più a buttarmi giù dal letto, non ho visto altri motivi validi per smettere di bere.


Ho sempre voluto essere il migliore in tutto: in campo il più forte, al bar quello che beveva di più.


Ogni volta che entro in un bar ci sono 70 persone che vogliono offrirmi da bere. E io non so dire di no.


Ho avuto almeno duemila donne senza doverle sedurre. Mi bastava dire: Ciao, sono Best del Manchester United.


Avrei potuto entrare nella Alcolisti Anonimi. Il problema è che io non posso restare anonimo.


La cosa bella è che quando le persone parlano con me si ricordano solo quello che facevo in campo e non le stronzate che combinavo fuori.


Se almeno una persona mi considererà il miglior giocatore del mondo, per me sarà sufficiente.


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