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Le frasi più belle delle poesie di Patrizia Cavalli


Patrizia Cavalli poesie e frasi più belle - Una Citazione al Giorno

Qui puoi trovare raccolte le frasi brevi tratte dalle poesie più belle di Patrizia Cavalli sulla vita, la morte, la malattia e la nostalgia.



A me è maggio che mi rovina e anche settembre, queste due sentinelle dell'estate: promessa e nostalgia.

Dalla raccolta di poesie "Vita meravigliosa"



Cosa non devo fare per togliermi di torno la mia nemica mente: ostilità perenne alla felice colpa di esser quel che sono, il mio felice niente.

Dalla raccolta di poesie "Vita meravigliosa"



Quanti saluti prima di partire! Come faccio a morire!

Dalla raccolta di poesie "Poesie (1974-1992)"



Il cuore non è mai al sicuro e dunque, fosse pure in silenzio, non vantarti della vittoria o dell'indifferenza. Rendi comunque onore a ciò che hai amato anche quando ti sembra di non amarlo più. Te ne stai lì tranquilla? Ti senti soddisfatta? Potresti finalmente dopo anni d'ingloriosa incertezza, di smanie e umiliazioni, rovesciare le parti, essere tu che umili e che comandi? No, non farlo, fingi piuttosto, fingi l'amore che sentivi vero, fingi perfettamente e vinci la natura. L'amore stanco forse è l'unico perfetto.

Dalla raccolta di poesie "Datura"



Che tu ci sia o non ci sia ormai è la stessa cosa, comunque sia io ho la nostalgia.

Dalla raccolta di poesie "Poesie (1974-1992)"



Se ora tu bussassi alla mia porta e ti togliessi gli occhiali e io togliessi i miei che sono uguali e poi tu entrassi dentro la mia bocca senza temere baci diseguali e mi dicessi "Amore mio, ma che è successo?", sarebbe un pezzo di teatro di successo.

Dalla raccolta di poesie "Poesie (1974-1992)"



Ma io non voglio andarmene così, lasciando tutto come ho trovato in questa scialba geografia che assegna l'effetto alla sua causa e tutti e due consegna all'umile solerzia dell’interpretazione

Dalla raccolta di poesie "Datura"



Così arrivi, come sempre, a spargere il sospetto del paradiso, e prima ancora di aprire la finestra ti riconosco dalla luce più lenta dai pulviscoli sospesi e senza direzione

Dalla raccolta di poesie "Poesie (1974-1992)"


O amori - veri o falsi siate amori, muovetevi felici nel vuoto che vi offro.

Dalla raccolta di poesie "Sempre aperto teatro"



È tutto così semplice, sì, era così semplice, è tale l’evidenza che quasi non ci credo. A questo serve il corpo: mi tocchi o non mi tocchi, mi abbracci o mi allontani. Il resto è per i pazzi.

Dalla raccolta di poesie "Pigre divinità e pigra sorte"



Poco di me ricordo io che a me sempre ho pensato. Mi scompaio come l'oggetto troppo a lungo guardato. Ritornerò a dire la mia luminosa scomparsa.

Dalla raccolta di poesie "Le mie poesie non cambieranno il mondo"



Così schiava. Che roba! Così barbaramente schiava. E dai! Così ridicolmente schiava. Ma insomma! Che cosa sono io? Meccanica, legata, ubbidiente, in schiavitù biologica e credente. Basta, scivolo nel sonno, qui comincia il mio libero arbitrio, qui tocca a me decidere che cosa mi accadrà, come sarò, quali parole dire nel sogno che mi assegno.

Dalla raccolta di poesie "Datura"



Giunta a quel punto dove la memoria per troppa luce quasi si scolora, raccoglievo in preghiera le tue forme. Il peso immenso del tuo corpo assente la notte mi copriva di sudore e prolungavo ferma il mio risveglio per accaldarmi dentro il tuo mantello. Poi m'abbigliavo tutta in quella stoffa che si mischiava stretta al mio respiro e attraversavo le conversazioni attenta a non sgualcire il mio vestito. Qualche volta però per distrazione cedendo alle domande dei miei ospiti mi si impigliava un lembo nella noia e scivolava via con qualche strappo. Per restaurare la trama in perfezione poco sicura delle mie sole mani ricorrevo al valore del telefono.

Dalla raccolta di poesie "Poesie (1974-1992)"



A voce dolce tu mi metti a letto, tu vuoi che io dorma. Per avviarmi i sogni mi elenchi le infinite meraviglie di come tu saresti se tu fossi.

Dalla raccolta di poesie "Poesie (1974-1992)"



Quella nuvola bianca nella sua differenza insegue l'azzurro sempre uguale: lentamente si straccia nella trasparenza ma per un po' mi consola del vuoto universale. E quando cammino per le strade e vedo in ogni passo una partenza vorrei accanto a me un bel viso naturale.

Dalla raccolta di poesie "Il cielo"



L'originale comunque non lo voglio non voglio stare dove ogni momento se sbagli possono cacciarti via. Lo preferisco falso e permanente dove la legge la decido io. Abolirò memoria e nostalgia, non ci sarà intenzione né immaginazione ma un'aria mite e ferma che acconsente: si morirà per noia, dolcemente.

Dalla raccolta di poesie "Vita meravigliosa"



Essere testimoni di se stessi sempre in propria compagnia mai lasciati soli in leggerezza doversi ascoltare sempre in ogni avvenimento fisico chimico mentale, è questa la grande prova l'espiazione, è questo il male.

Dalla raccolta di poesie "Il cielo"



Ti odio perché non ti amo più, perché non posso perdonarti di non riuscire più ad amarti.

Dalla raccolta di poesie "Poesie (1974-1992)"



Adesso che il tempo sembra tutto mio e nessuno mi chiama per il pranzo e per la cena, adesso che posso rimanere a guardare come si scioglie una nuvola e come si scolora, come cammina un gatto per il tetto nel lusso immenso di una esplorazione, adesso che ogni giorno mi aspetta la sconfinata lunghezza di una notte dove non c’è richiamo e non c’è più ragione di spogliarsi in fretta per riposare dentro l’accecante dolcezza di un corpo che mi aspetta, adesso che il mattino non ha mai principio e silenzioso mi lascia ai miei progetti a tutte le cadenze della voce, adesso vorrei improvvisamente la prigione.

Dalla raccolta di poesie "Il cielo"



Bene, vediamo un po’ come fiorisci, come ti apri, di che colore hai i petali, quanti pistilli hai, che trucchi usi per spargere il tuo polline e ripeterti, se hai fioritura languida o violenta, che portamento prendi, dove inclini, se nel morire infradici o insecchisci, avanti su, io guardo, tu fiorisci.

Dalla raccolta di poesie "Poesie, 1999"



Adesso che il tempo sembra tutto mio e nessuno mi chiama per il pranzo e per la cena, adesso che posso rimanere a guardare come si scioglie una nuvola e come si scolora, come cammina un gatto per il tetto nel lusso immenso di una esplorazione, adesso che ogni giorno mi aspetta la sconfinata lunghezza di una notte dove non c’è richiamo e non c’è più ragione di spogliarsi in fretta per riposare dentro l’accecante dolcezza di un corpo che mi aspetta, adesso che il mattino non ha mai principio e silenzioso mi lascia ai miei progetti a tutte le cadenze della voce, adesso vorrei improvvisamente la prigione.

Dalla raccolta di poesie "Il cielo"



Fingo di aspettarti per ingrandire i minuti. E fai bene a non venire.

Dalla raccolta di poesie "Il cielo"



Io scientificamente mi domando come è stato creato il mio cervello, cosa ci faccio io con questo sbaglio. Fingo di avere anima e pensieri per circolare meglio in mezzo agli altri, qualche volta mi sembra anche di amare facce e parole di persone, rare; esser toccata vorrei poter toccare, ma scopro sempre che ogni mia emozione dipende da un vicino temporale.

Dalla raccolta di poesie "Poesie (1974-1992)"



E me ne devo andare via così? Non che mi aspetti il disegno compiuto ciò che si vede alla fine del ricamo quando si rompe con i denti il filo dopo averlo su se stesso ricucito perché non possa più sfilarsi se tirato. Ma quel che ho visto si è tutto cancellato. E quasi non avevo cominciato.

Dalla raccolta di poesie "Vita meravigliosa"



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