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Le frasi più belle di Dino Buzzati


Dino Buzzati - Le frasi più belle - Una Citazione al Giorno

Qui sono raccolte le frasi più belle di Dino Buzzati estratte dalle sue opere più importanti quali "Un amore", "Sessanta racconti", "Il deserto dei tartari" e "Il colombre".



«E tu cos'eri per lei?» «Io le ho voluto bene sul serio.» «Bene sul serio? Semplicemente te ne eri ammalato, ne avevi bisogno, hai fatto di tutto per averla, in modo bestiale ma l'hai fatto. Ma la consideravi una disgrazia, è vero o no che la consideravi una disgrazia?» «Era, una disgrazia.» «E questo lo chiami amore?»

Dal libro "Un amore"



Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno.

Dal libro "Il deserto dei tartari"



Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro. E non basta una eternità per cancellarlo.

Dal libro "Il colombre e altri cinquanta racconti"



Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.

Dal libro "Sessanta racconti" (Inviti superflui)



Forse tutto è così, crediamo che attorno ci siano creature simili a noi e invece non c'è che gelo, pietre che parlano una lingua straniera, stiamo per salutare l'amico ma il braccio ricade inerte, il sorriso si spegne, perché ci accorgiamo di essere completamente soli.

Dal libro "Il deserto dei tartari"



Forse hai ragione tu e sarebbe stupido tentare. Ma almeno, questo sì almeno, vorrei rivederti. Sia quel che sia, noi staremo insieme in qualche modo, e troveremo la gioia. Non importa se di giorno o di notte, d'estate o d'autunno, in un paese sconosciuto, in una casa disadorna, in una squallida locanda. Mi basterà averti vicina. Io non starò qui ad ascoltare - ti prometto - gli scricchiolii misteriosi del tetto, né guarderò le nubi, né darò retta alle musiche o al vento. Rinuncerò a queste cose inutili, che pure io amo. Avrò pazienza se non capirai ciò che ti dico, se parlerai di fatti a me strani, se ti lamenterai dei vestiti vecchi e dei soldi. Non ci saranno la cosiddetta poesia, le comuni speranze, le mestizie così amiche all'amore. Ma io ti avrò vicina. E riusciremo, vedrai, a essere abbastanza felici, con molta semplicità, uomo con donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo.

Dal libro "Sessanta racconti" (Inviti superflui)



Eppure, in quella svergognata e puntigliosa ragazzina una bellezza risplendeva ch'egli non riusciva a definire per cui era diversa da tutte le altre ragazze come lei, pronte a rispondere al telefono. Le altre, al paragone, erano morte. In lei, Laide, viveva meravigliosamente la città, dura, decisa, presuntuosa, sfacciata, orgogliosa, insolente. Nella degradazione degli animi e delle cose, fra suoni e luci equivoci, all’ombra tetra dei condomini, fra le muraglie di cemento e di gesso, nella frenetica desolazione, una specie di fiore.

Dal libro "Un amore"



Un po' più in là della tua solitudine, c'è la persona che ami.

Dino Buzzati



Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di più, di più, le città, i palazzi, le pietre, di più, il cielo, i tramonti, le tempeste, di più, la neve, di più, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti, si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d'amore.

Dal libro "Un amore"



Gravava oramai nella sala il sentimento della notte, quando le paure escono dai decrepiti muri e l'infelicità si fa dolce, quando l'anima batte orgogliosa le ali sopra l'umanità addormentata.

Dal libro "Il deserto dei tartari"



Era molto più delicato e tenero di quanto si credesse. Era fatto di quell'impalpabile sostanza che volgarmente si chiama favola o illusione: anche se vero. Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace.

Dal libro "Le notti difficili"



Ma, per quanto io stringa, tu non entri in me. Uno strato infinitesimo d'aria ci divide sempre, mai e poi mai potremo superarlo. Fuori di me rimarrai dunque, con tutti i tuoi curiosi misteri. Sorrisi, abbracci, cari sguardi, quante inutili fatiche. Mai ci raggiungeremo. Isole solitarie siamo, seminate nell’oceano, e immenso spazio le separa. Baci, giuramenti, lacrime; sono come piccoli ponticelli, ridicoli stecchi che noi tendiamo dalla riva per valicare gli abissi. E ogni giorno si ripete questa assurda storia.

Dal libro "In quel preciso momento"



L'amore? É una maledizione che piomba addosso e resistere è impossibile.

Dal libro "Un amore"



Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori della finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.

Dal libro "Il deserto dei Tartari"



C'è un destino che è uguale per tutti: per qualcuno il tempo passa più presto, per altri cammina adagio, ma in fondo è sempre lo stesso.

Dal libro "Il segreto del Bosco Vecchio"



Un flusso nuovo di vita, una liberazione, fulmineamente l'angoscia era cessata, il mondo si ripresentava sui vecchi cardini, rinasceva il gusto per il lavoro, l'arte, la natura, le belle cose, fu talmente impetuoso e travolgente il sollievo che Antonio stesso rimase sbalordito. A tanto poco dunque era dovuto il suo inferno? Sì, la situazione d'un subito capovolta. Adesso era lei sotto, adesso era lui a dominare. Né si chiedeva se non fosse abbietto vincere nel duello d’amore soltanto a base di soldi. La consolazione, la felicità era tale che il modo di raggiungerla non aveva più alcuna importanza.

Dal libro "Un amore"



Com’è curiosa la gente vista dal di fuori quando non si accorge di essere osservata.

Dal libro "Il colombre e altri cinquanta racconti"



Ora sentiva perfino un'ombra di opaca amarezza, come quando le gravi ore del destino ci passano vicine senza toccarci e il loro rombo si perde lontano mentre noi rimaniamo soli, fra gorghi di foglie secche, a rimpianger la terribile ma grande occasione perduta.

Dal libro "Il deserto dei Tartari"



E allora noi taceremo, sempre tenendoci per mano, poiché le anime si parleranno senza parola.

Dal libro "Sessanta racconti" (Inviti superflui)



Le donne, anche le meno scaltre, hanno una sensibilità tremenda per avvertire ciò che avviene nell'uomo in certi casi, il misterioso scatto per cui l'animo si accende e brucia e può darsi l'uomo sul momento non se ne accorga neanche e non sospetti ma lei sì e in quel momento stesso sale invincibile sul trono, incominciando il delizioso gioco di farlo impazzire.

Dal libro "Un amore"



Tutto quanto fugge via, gli uomini, le stagioni, le nubi; e non serve aggrapparsi alle pietre, resistere in cima a qualche scoglio, le dita stanche si aprono, le braccia si afflosciano inerti, si è trascinati ancora nel fiume, che pare lento ma non si ferma mai.

Dal libro "Il deserto dei Tartari"



In verità ti giuro adesso che sono così triste che le montagne più di me non le si può amare.

Dal libro "I fuorilegge della montagna"



Disteso sul lettuccio, fuori dell'alone del lume a petrolio, mentre fantasticava sulla propria vita, Giovanni Drogo invece fu preso improvvisamente dal sonno. E intanto, proprio quella notte - oh, se l'avesse saputo, forse non avrebbe avuto voglia di dormire - proprio quella notte cominciava per lui l'irreparabile fuga del tempo. Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza.

Dal libro "Il deserto dei Tartari"



Mentre lui non l'aveva mai preso troppo sul serio, come uno che passa dinanzi a una meravigliosa vetrina senza badarci e solo quando è già lontano capisce quante belle cose c'erano e torna indietro di corsa ma quando arriva spengono le luci e tirano giù le saracinesche.

Dal libro "Un amore"



Scrivi, ti prego. Due righe sole, almeno, anche se l’animo è sconvolto e i nervi non tengono più. Ma ogni giorno. A denti stretti, magari delle cretinate senza senso, ma scrivi. Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni. Crediamo di fare cosa importante tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca. Comunque, questo è il tuo mestiere, che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte, solo questa è la porta da cui, se mai, potrai trovare scampo. Scrivi, scrivi. Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via, una riga si potrà salvare. (Forse.)

"La salvezza", Dal libro "Spiacenti di"



Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il fiume dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire.

Dal libro "Il deserto dei Tartari"



Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care.

Dal libro "Sessanta racconti" (Inviti superflui)



Il mistero allontana e attrae, ma l'uomo sceglie sempre il momento sbagliato e la sua vita è apparenza da interpretare attraverso segnali sempre contraddittori. L'uomo è la vittima del destino, ma laddove potrebbe esserne il beneficiario, egli si fa diffidente, ostile. Cerca messaggi, ma non li sa decifrare. Saranno le paure ancestrali, saranno i miti della specie: di fatto l'uomo non sa accettare la vita nel suo nocciolo di casualità e di attesa. Paradossalmente vuole tutto e subito, ma arriva tardi o nel momento sbagliato.

Dal libro "Il colombre e altri cinquanta racconti"



Chiudono a un certo punto alle nostre spalle un pesante cancello, lo rinserrano con velocità fulminea e non si fa tempo a tornare.

Dal libro "Il deserto dei Tartari"



Erano forse il momento migliore quei cinque minuti d'attesa in letto, mentre la ragazza, di là, preparava convenientemente il suo corpo. L'immaginazione, con la certezza di un prossimo incontrastato esaudimento, sviluppava le più eccitanti e lussuriose ipotesi che naturalmente sarebbero state poi deluse per almeno l'ottanta per cento.

Dal libro "Un amore"



Per definire i delitti e i vizi più orrendi, si è adottato il marchio: “contro Natura”. E pensare che l’uomo fa di tutto per liberarsi dalla Natura. Vestiamo contro Natura, abitiamo contro Natura, viaggiamo contro Natura, dalla mattina alla sera facciamo il contrario di quello che Natura ci consiglierebbe. Proprio in questa autonomia è il nostro vanto, la prova della nostra superiorità sugli animali. E più il progresso cammina, più questo distacco dalla Natura si accentua. Anche nei rapporti fra uomo e donna, del resto, guai se non andassimo contro Natura. Cosa c’è, per esempio, di più contro Natura che il matrimonio? Se desse retta alla Natura, l’uomo cambierebbe moglie a ogni stagione; e viceversa.

"Tutto il contrario", Dal libro "Spiacenti di"


Fu una giornata memorabile e felice: come tutte le grandi ore fatte di speranza, aspettazione delle cose belle che sicuramente verranno ma che ancora non sono; come tutte le ore che sono giovinezza.

Dal libro "Il colombre e altri cinquanta racconti"



Colto dalla stanchezza, il colonnello si appoggiò al davanzale, si passò una mano sulla fronte, gli occhi fissi per terra; egli sentì tutt'intorno il greve silenzio della vecchia casa, carico di enigmatiche risonanze, lasciò passare adagio il tempo, il tempo meraviglioso che s'ingrandisce d'ora in ora, inghiottendo senza pausa la vita, e accumula con pazienza gli anni, diventando sempre più immenso.

Dal libro "Il segreto del Bosco Vecchio"



LA SOLITUDINE. Li vedo: durante la conversazione uno di colpo si distrae, sta fermo e pensieroso, magari pochi secondi ma è quanto basta per capire che la sua verità è là, dentro a quel silenzio. Come uno che dinanzi a casa stia conversando con gli amici e a un tratto li lascia, corre dentro a vedere chissà cosa e subito dopo ritorna, col volto di prima tale e quale, e nessuno sa che cosa sia andato a fare e se qualcuno glielo domanda, lui risponde “niente”, e d'altra parte non si poteva scorgere nulla attraverso la porta quando lui l'ha aperta, che cosa ci fosse dentro, non si vedeva che un rettangolo di buio. Una immensa piazza, dunque, con intorno un'infinità di case, questa è la vita; e, in mezzo, gli uomini che trafficano fra di loro e nessuno mai riesce a conoscere le altre case; soltanto la propria e in genere male anche questa perché restano molti angoli bui e talora intere stanze che il padrone non ha la pazienza o il coraggio di esplorare. E la verità si trova soltanto nelle case e non fuori. Cosicché del restante genere umano non si sa mai niente. L'uomo passa distratto in mezzo a questi infiniti misteri e ciò non sembra poi dispiacergli eccessivamente.

Dal libro "In quel preciso momento"



Grandi sono le soddisfazioni di una vita laboriosa, agiata e tranquilla, ma ancora più grande è l’attrazione dell’abisso.

Dal libro "Il colombre e altri cinquanta racconti"



Coi progressi della medicina vivrai ancora ottant’anni, come minimo, amore. E io, a quel tempo, polvere. Polvere, e qualche osso, se mai. Ma questa non sarà morta che scrivo; per il pianto e la vita che ci metto. E lieve scenderà sul tetto dell’immenso ospedale dove starà morendo la vecchia che porta il tuo caro nome. Nell’interno del corpo in sfacelo una bambina tremerà di paura singhiozzando: l’anima tua, sempre la stessa! Non più musiche allora, non creme di bellezza, abiti chic, né desiderosi sguardi, né attesa della fortuna. Un rudere abbandonato sul letto numero 15 secondo reparto chirurgia. A ricordarsi di te in tutto il mondo, soltanto queste mie parole, e tu non le capirai perché non le hai mai capite. Ma ti calmeranno un poco la pena e la solitudine.

"Giorno verrà", Dal libro "Spiacenti di"



A una certa età tutti voi, uomini, cambiate. Non rimane più niente di quello che eravate da piccoli. Diventate irriconoscibili.

Dal libro "Il segreto del Bosco Vecchio"



Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.

Dal libro "Il deserto dei Tartari"



Umili che non danno importanza a quello che fanno, benone! Che schifo, però, quelli che si autodenigrano. Quanto odioso orgoglio in chi si proclama verme della terra, infame peccatore, meritevole di ogni castigo, eccetera. Nel sottofondo c’è il pensiero: io so farmi piccolo, Dio mi apprezzerà. Ma perché mai Dio dovrebbe aver simpatia per tipi simili? Avete voi simpatia per chi vi adula e vi liscia da mattina a sera, proclamando voi un genio e proclamando se stesso un lurido pidocchio? Dio, spero bene, quando verrà l’ora, li prenderà a calci nel sedere.

"Certa umiltà", Dal libro "Spiacenti di"



Nel sogno c'è sempre qualcosa di assurdo e confuso, non ci si libera mai dalla vaga sensazione ch'è tutto falso, che un bel momento ci si dovrà svegliare.

Dal libro "Il deserto dei Tartari"



Fate bene a insuperbirvi, o giovanotti. Noi siamo ormai vecchi, da buttare via. Il mondo è già vostro e voi intendete disporne a piacimento, avete tutte le ragioni. Dai nostri funerali rincaserete con un appetito formidabile, pieni di vitalità e di progetti. Alla sera, coricandovi, sentirete un doloretto a destra dello stomaco, per ora una cosa da nulla.

"Compiacimento malvagio", Dal libro "Spiacenti di"



Che ridere quando si viene a sapere che la vittima della sciagura automobilistica (troppo azzardato sorpasso) era ricchissima, aveva moglie e figli. A me fanno pena invece quelli che muoiono senza eredi di nessun genere. È terribile se non c’è nessuno che si rallegri della nostra morte, ma c’è solo gente che piange.

"Guai se", Dal libro "Spiacenti di"



Per rendervi accetti al prossimo e avere successo, parlate male di voi stessi, riconoscendo di avere difetti, vizi e dolorose malattie: fate cioè l’opposto di quanto fanno in genere tutti. Vi accorgerete subito di diffondere intorno un’atmosfera di benessere e soddisfazione. Quale compiacimento, per gli altri, apprendere i vostri insuccessi, delusioni, licenziamenti, scacchi amorosi e cedimenti fisici. Vi vorranno infinitamente più bene. Attenti però a non esagerare perché se si accorgono che è tutta una commedia e che i vostri mali sono inventati si offenderanno mortalmente.

"Consiglio prezioso", Dal libro "Spiacenti di"



Che triste sbaglio, pensò Drogo, forse tutto è così, crediamo che attorno ci siano creature simili a noi e invece non c'è che gelo, pietre che parlano una lingua straniera, stiamo per salutare l'amico ma il braccio ricade inerte, il sorriso si spegne, perché ci accorgiamo di essere completamente soli.

Dal libro "Il deserto dei Tartari"



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